Fermarsi un po’.

Ci sono giornate che non scendono, rimangono incastrate nell’esofago, a strozzare quel desiderio di aria che mantiene viva l’esistenza. Poi ti giri, fai una piroetta su te stessa, e inevitabilmente cadi. Cadere è liberatorio, dà quel senso del sempre di cui si ha bisogno, da quando si nasce fino alla prossima morte. Ti rende lucida, in grado di amarti, ti dà il giusto valore.

Quello che tutti dovrebbero conoscere, il loro giusto valore. Senza il quale si è inconsciamente e ripetutamente portati a cadere ancor prima di alzarsi, rotolando nella propria ombra. Io questo non lo voglio, mai. Preferisco pestare il culo forte una volta tanto, ma poi alzarmi e farlo sul serio, ché di menzogne non si vive, né si muore. E io ho voglia di andare in fondo all’esistenza tutta, senza compromessi. 1932387_10202288790414562_1343428350_n

Il fatto è che in queste giornate con le code mozzate che saltano da una parte all’altra, niente ti sembra importante perché dai importanza a tutto. A chi non risponde, al lavoro che stenta a decollare, all’incomprensione generale delle persone che ti circondano nascoste nei loro egoismi di sempre.

Odio gli egoismi, e magari sono la più egoista di tutti, dico magari, che non significa sia certamente così. Perché di domande me ne pongo parecchie, le stesse che le persone mi vomitano addosso, come se dovessi avere la risposta a tutto. E invece no, non ho nessun responso e non voglio averlo. Non sono una sibilla, sebbene abbia certe capacità medianiche, ma non le so usare. E forse nemmeno voglio imparare a farlo.

In queste giornate che si bloccano e non vanno giù, ma neppure su, il malessere risiede in quell’intermezzo che biascica parole nervose, scomposte, frasi che vorrebbero una risposta, ma che sono destinate a rimanere ferme, nell’etere di un mercurio retrogrado.

E io non ne posso più di questo mercurio che va al contrario, davvero. Per cui mi siedo, per qualche giorno ancora, e aspetto. Ho bisogno di riprendere da dove ho interrotto, ho bisogno di camminare per non fermarmi più fino alla prossima caduta.

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