Crepe d’estate

Le amicizie che si troncano, non sono mai una bella storia da raccontare. Io poi credo nelle trasformazioni, più che alla parola ”fine”.
Eppure capitano, strada facendo, degli eventi che ti mettono nella condizione di pesare ogni cosa che fino a un certo momento sembrava avere il suo giusto valore. Non sai più dove metterle, certe storie, ti rendi conto che sono ingombranti.
Non sapevo più dove mettere le parole di colui che non era mio amico, per dare spazio alle parole di chi pensavo fosse mia amica. E a un certo punto, mi sono ritrovata a non avere più parole da ascoltare da parte di chi si diceva mia amica. Mi sono accorta che ogni discorso, ogni virgola, ogni punto che pesavo non apparteneva più a lei. Ma a lui che stava con lei.
Mi sono chiesta chi fosse davvero questo lui, e la risposta è stata ‘nessuno’. Nessuno? Ma esistono i nessuno nelle relazioni? Sì, certo che esistono. Sono trasversali, non ti ‘appartengono’, non li conosci, eppure ti toccano. Sono quelli che a volte consideri amici, solo perché legati a persone a te care. Poi li guardi in faccia per quello che sono. Nessuno.

Io sono una che parla. Parlo di me, tantissimo, parlo degli altri, abbastanza, e parlo sia di come percepisco me, che gli altri. Non è una cosa che controllo, ma il mio modo di esistere all’interno di un’esplosione di emozioni relazionali. Ho bisogno di mettermi a confronto con le persone che incontro, guardarle negli occhi, odorarle, dirgli la ‘mia’ verità su me stessa e loro. Rovescio le sensazioni che mi assalgono, non mi trattengo, sono un fiume in piena. Ho bisogno di questo. Ho bisogno di lasciarmi andare, stravolgere e travolgere chi mi sta intorno, fino alla prossima piena.

Chi mi conosce, lo sa. Lo sa chi mi ama e lo sa chi mi odia. Ma nessuno mi ha mai chiesto di cambiare. Perché è impossibile farlo come se fosse un semplice atto di altruismo, come se cambiare il tuo sentire fosse un favore che fai agli altri, non si sa bene perché. Non è così che avvengono i cambiamenti. E non è per qualcuno in particolare che si sente il bisogno di farli accadere.
A dire il vero, per nessuno al mondo.
Figurarsi se qualcuno dovesse pretenderlo.

Scusa, ma chi sei? Nessuno.
E dov’è la mia amica? Io con lei voglio parlare.
Lei mi ha conosciuto così. E ci siamo trastullate nella nostra affascinante molteplicità.
Non mi ha mai chiesto di cambiare e mai l’avrebbe fatto. Né mai io l’avrei fatto con lei.
Ma ‘nessuno’ l’ha fatto per lei.
Ed è come se anche lei lo avesse fatto.
Lo ha fatto, fingendo di essere, ormai, nessuno per me.

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