La libertà non ha cittadinanza. E’ una dimora senza confini.

Libertà.
Oggi, come ogni giorno della mia vita, canto il mio inno alla Libertà.
La libertà in ogni sua forma, ammesso che ce l’abbia, una forma. La libertà di essere se stessi, muoversi o stare fermi, parlare o tacere, osare, gridare, ammutolirsi. Dissentire, anche.
Ieri hanno liberato Rossella, Ainhoa ed Enric. Tre nomi, tre persone. Per altre chissà quante rimaste imprigionate.
Ma oggi voglio parlare di liberazione, non di prigionia.
Ed Enric, Ainhoa e Rossella sono stati liberati.
Tre nomi, tre persone.
Da molti mesi, ormai, il volto, il nome e cognome di Rossella mi appaiono ovunque, dai profili facebook, al supermercato, al palazzo della regione di Cagliari, o sventolanti dai balconi dei minuscoli paesi di cui il resto del mondo sembra avere dimenticato l’esistenza. Forse, specchio della dimenticanza di questi nei confronti del mondo stesso.
Rossella non è stata rapita da sola, ma insieme ad altri due giovani come lei, Ainhoa ed Enric. E quando il pensiero andava a quei luoghi e a quelle prigionie, li doveva guardare tutti, quei tre volti. Perché non c’è individuo che meriti più libertà di un altro, né pensiero, tantomeno amore. Invece, per mesi e mesi, appelli sopra appelli, convegni e altro, in Sardegna in special modo, e in Italia poi, il volto di Rossella è apparso ‘speciale’ rispetto a quello degli altri due prigionieri.
Io posso comprendere che il dolore della madre, del padre, dei familiari e amici tutti andasse a lei. Così sarà successo anche per gli altri due, da parte della loro cerchia familiare e amicale. Ma non capisco e non sopporto come il resto delle persone qui intorno si siano strette, per la maggior parte, intorno a lei e basta. E non so davvero, quanto di reale ci possa essere in quello stringersi a livello di sentimento, o solo di pensiero.
L’empatia non ha bandiera.
Non voglio pensare, ma sono costretta a farlo, che quel dare valore alla libertà fosse circoscritto all”appartenenza’ di Rossella a una terra, piuttosto che a un’altra. E non voglio credere, ma sono costretta a farlo, che dovesse essere liberata perché facente parte di un popolo piuttosto che un altro.
Ho provato vergogna. A leggere i numerosi commenti intrisi di patriottismo, in cui si chiedeva la liberazione di Rossella in quanto sarda o italiana. La sua libertà barattata in nome di chissà quale nazionalità. Rossella è sarda, o Rossella è italiana.
No.
Rossella è una persona.
Una persona esattamente come Ainhoa ed Enric.
E la sua dimora non è una cittadinanza, ma un luogo senza confini.

Bentornati Ainhoa, Rossella ed Enric, bentornati a casa vostra, la Libertà.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...