Appunti dal mio diario karmico

Ebbene sì, ne sentivo il peso, ma non potevo sapere cosa fosse. Ora so. Andando a ritroso nel mio percorso karmico, mi scopro schiava giovanissima in catene, ragazza veggente, strega, messa al rogo dall’inquisizione, donna libera e lasciva rinchiusa tra le catene della mente, probabilmente lobotomizzata e derubata del proprio pensiero sensuale. Di sicuro stuprata, torturata, rinchiusa, incarcerata. Con l’unica colpa di essere viva e vogliosa, di conoscenza, scambi d’intelletto, mondo, amore. Il mio disegno astrale è una gabbia, una nella quale mi dimeno e da cui tento di fuggire, da sempre. E sono riuscita a farlo, in parte, portando addosso le ferite e le cicatrici che mi sono state inflitte. Forse ancora giovane e abbiente, in altre circostanze, ho subito la perdita di ogni bene materiale, magari andando incontro alla mia folla assassina, con la testa mozzata dalla ghigliottina. Ed ecco qui, spiegata la mia paura della bolgia (più o meno numerosa) che mi guarda e scruta, quanti siete e cosa volete, mi chiedo, vi chiedo. Non la mia vita, non la mia mente aperta e coraggiosa, non il mio corpo che di voi non ha voglia. Non la mia voce che vi si placa innanzi, troppo scellerati per poterla ascoltare.

E’ un viaggio doloroso, per niente piacevole, non è la vita che ci si aspetta, o forse sì. Perchè a scegliere ogni cosa siamo noi, che disegnamo il cammino prima ancora di compierlo. Ho scelto la gabbia per poterla spiegare e per liberarmene, l’ho scelta per poterla tramutare. Da sempre sbigottita di fronte alla schiavitù, le oppressioni fisiche, mentali, sessuali. I massacri, gli stupri, le privazioni, le negazioni di ogni sé.
La libertà è un pensiero per tutte le anime, non solo la mia.
E mentre ne scrivo fuggo con la mente, cercando i tanti suggerimenti che in questa esistenza ho colto riguardo al passato. Non solo. In qualche modo sono stata capace di riviverla questa schiavitù, come in un déjà vu ho ricalcato le orme di una libertà privata, fatta d’impedimenti, strappi, deviazioni, tagli. La primissima parte della mia vita ne è stata costellata. E mentre ne scrivo fuggo ancora con la mente, mi appresto a risalire, verso nord, a snodare le mie paure, tendo a una trasformazione, quella di cui spesso scrivo, quella che mi tatuo sulla pelle attraverso l’immagine di una farfalla, ora capisco, quella farfalla ero io. La stessa a cui le ali erano state danneggiate, impedendole di volare per sempre. Ho impresso nella mia carnagione la macchia del mio destino, che io stessa ho deciso d’intraprendere in apnea, senza respiro, con gli attacchi di panico che mi soffocavano, facendomi rivivere le celle anguste dove accarezzavo la mia libertà assassinata.
A questo proposito, cito una mia stessa frase di qualche post fa, una in cui ancora riemerge il tema della libertà così importante nel mio percorso karmico, perché negato:

«No, non sto esprimendo me stessa su una cosa che non conosco, poiché tutte/i conosciamo la libertà, anche e specialmente quando non l’abbiamo mai avuta o l’abbiamo persa. Figurarsi quando ce l’abbiamo».

Quando rientrata a casa ho meditato sulla mia carta natale, mi sono venute in mente le immagini, le parole, come in un puzzle che si ricompone del suo senso disgregato. E allora non c’è voluto molto per fare pace con me stessa. Per capirmi ancora un po’ di più. Perché questo è il senso della mia esistenza ora, la comprensione e la ricerca interiore. L’equilibrio, tra il femminino sacro violato e il maschile che lo riabbraccia morbido. Verso una trasmutazione che tende al senso collettivo e bilanciato dell’esistenza.

Concludo questo mio cerchio riflessivo con una citazione in cui mi ritrovo futura, ma anche passata e presente, laddove queste tre combinazioni si sovrappongono fra loro in divenire:

‘Non sottovalutare mai la resistenza di una
vecchia saggia. La vita può dilaniarla o trattarla
ingiustamente, ma lei possiede un’altra anima, un’anima
primaria, fulgida e incorruttibile sotto l’anima assediata,
un’anima luminosa che rimane sempre intatta’.
C.P.Estès

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...