Chi ha tempo aspetti tempo

Il cinema di venerdì sera non è quasi mai pieno, c’è l’atmosfera del tempo che si acquieta come se l’atrito del week-end lo dilatasse frenando le corse e i pensieri al seguito di un gioco al massacro, la corsa verso la vita, sembra un paradosso, massacro-vita, vita-massacro. Non è così che immagino la vita, in effetti. Il film racconta un po’ questo, con le inflessioni scontate del thriller-action movie, con la love-story a fare da sfondo, ma chi se ne frega. Mi interessa ogni argomento da cui possa trarre riflessione e, in effetti, in un film che parla del tempo, di riflessione se ne trae parecchia. Inizio a correre a ritroso nella memoria, tra tutti quei tempi scanditi e imperfetti sui quali cucire delle storie, mettere dei punti, un lieto fine ogni tanto che non fa mai male. A volte lasciando in sospeso una situazione, in che parte del tempo andrà, mi dico, non so, forse si perde nella porzione atemporale, quella che non esiste in questa dimensione, così bene organizzata, dove se sfori di poco e vai fuori tempo massimo, la tua vita è perduta. Ti dicono questo, da sempre, la scuola dura tot, poi inizia il lavoro, e qui non puoi sgarrare, ché i soldi valgono tempo, i soldi sono il tempo. E allora corri, rischia pure di ammazzarti, tanto se non muori così, muori perché il tuo tempo/denaro è finito.
Dopo il niente. Sei invecchiata/o abbastanza per non avere più risorse di tempo/denaro e giovinezza e se non hai più nulla di tutto questo, crolli come un palazzo che implode su se stesso.
Ora, la ‘crisi’ inventata e scandita dai magnati del tempo, si è mangiata il tempo stesso. Senza saperlo, gli uomini del tempo si sono dati la zappa ai piedi e tutti i loro millenni di corse nel tempo hanno smesso di affrettarsi. Volevano rubare le vite degli altri, ma ora le vite hanno smesso di correre, si sono fermate a pensare. Indugiare, dormire, sognare di altri tempi, che non sono mai esistiti da quando i signori hanno messo al polso gli orologi e hanno cominciato a contare. Siamo vecchi/e, siamo giovani solo all’apparenza, vecchi di tempo e corse verso traguardi spesso non raggiunti. Perché imposti, dal tempo/denaro dei tiranni che lo gestiscono.
In una delle tante realtà, non tutti/e abbiamo gli stessi tempi. E la cosa sarebbe perfetta in quella realtà. Qui è motivo di odio, di competizione, di saccheggio. Tutto è stato rubato, niente è di nessuno/a, ma c’è chi ti fa credere che esista la proprietà. Quella del tempo/denaro che compra gli anni e li gestisce in base alla sua crescita. Chi è vecchio/a senza più tempo, è un/a giovane morto/a. Alla fine ti perdi in questo labirinto, se non fai attenzione alle rughe che hai. Quanti hanni ho? Quanto tempo mi rimane? E quanti soldi ho ancora per vivere? Ce la farò fino alla fine?
Già, ma quale fine?
Adesso siamo in un non tempo di crisi, e questa è una fortuna, anche se ora non sembra. Doveva certo esserci qualcuno/a testimone di questo cambiamento, o sbaglio? O hanno tutti/e sempre e solo voglia dei loro anni, per sedersi tranquilli a guardare gli altri morire? Piuttosto iniziamo a esitare tutti/e, basta corse al denaro, basta guardare l’orologio, basta tempo che sta per finire e chissà poi cosa succede.

Basta. Qui il tempo si è fermato, l’orologio non funziona più. Basta correre.

Chi ha tempo aspetti tempo.

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