Col mio corpo in un pensiero

Oggi, in palestra, riflettevo sul fatto che per me è molto difficile riuscire a non pensare. A un certo punto ho cercato d’impormi di smettere di soffiare sulle bolle di pensiero che una sopra l’altra su diverse ampiezze, si gonfiano nella mente in ogni momento della mia vita. Eppure il verbo pensare deriva dal latino ‘pensum’ participio  del verbo ‘pendere’ che significa pesare, e in principio era riferito alla quantità di lana pesata prima di essere trattata con le filatrici. Mi viene da pensare che il pensiero pesi il peso delle immagini che nella parte conscia si affollano, mettendo in qualche altro luogo quelle pesanti. A cui non si vuol pensare, che non si vuole pesare. Non che il loro peso non ce l’abbiano, anzi. O forse le si pesa prima e ci si rende conto che quei pensieri pesanti sono ingombranti e allora li si mette via. Non so, so solo che a un certo punto, in palestra, mi sono sentita la testa pesante e ho pensato di smettere di pensare ché forse non mi aiutava a concentrarmi sul lavoro muscolare. Tuttavia non sono riuscita, dopo un momento, la testa si è riempita e senza chiedere il permesso, i pensieri mi hanno assalito. Ho sentito l’ingorgo nella memoria, i post-it incollati uno sopra l’altro, pensieri pesanti interrotti dai fermacarte. E nei pochi istanti in cui il frastuono è sparito, l’aria che ho respirato aveva la stessa consistenza di quella che c’è in casa ora, da quando ho preso il deumidificatore. Limpida, appena accennata, fresca. Senza fili di lana a impigliarsi sottili nel naso, ingombrando il passaggio dell’aria. E allora, mi sono rivista allo specchio, ho guardato il mio viso, il corpo che prende forma, si muove. E’ un pensiero anche questo, e ha il suo peso. Svelata, come se avessi tolto il vapore dal vetro di una finestra, percependomi insolita. A un certo punto, mi sono girata verso l’istruttore e gli ho chiesto se fosse meglio smettere di pensare durante l’esercizio fisico e lui ovviamente ha annuito, dicendo che la concentrazione sull’esercizio diventa maggiore se la mente si libera durante l’attività. Ed è la stessa realtà che avevo appreso durante le lezioni di yoga che seguivo qualche anno fa. Qualsiasi cosa si faccia, la si svolge bene solo concentrandosi nella stessa, senza andare troppo lontano o troppo vicino, tanto da allontanarsi dall’azione che si compie. Non è mai troppo tardi per allenarsi a dosare il peso delle circostanze, e sebbene i pensieri mi accompagnino raminghi per le vie della vita in maniera smodata da ormai troppi anni, credo che, nonostante il vai e vieni continuo, oggi sia riuscita a pesare meglio le mie priorità. E dopo decenni di sports, ho finalmente cominciato a pesare il mio corpo in tutte le sue parti delineate nella loro superficie, dai muscoli sottostanti che si spingono fino agli organi più intimi della vita e del pensiero. 

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