Siti ‘fake’ e le false vie del maschilismo

Sono nauseata da una certa realtà, o meglio contraffatta realtà, ‘fake reality’, che mi si è palesata ancora ieri pomeriggio in una discussione che ho seguito su facebook.
Uno dei miei (ex) contatti si chiama Genio Donna, ed ero convinta fino a ieri, appunto, del suo intento di portare avanti nei fatti come nelle parole, la politica femminista. Genio Donna oltre che avere il profilo su facebook è il nome del suo stesso mensile che nel numero di gennaio/febbraio ha pubblicato un articolo firmato da un certo Pietro Berra. L’articolo è stato letto da diverse femministe che hanno chiesto spiegazioni sulla bacheca di Genio Donna ritenendo che lo stesso fosse maschilista. A questo punto leggo l’articolo, il titolo scrive ‘Figli e genitori, il calvario dei padri e «la sindrome di Medea»’. Il sottotitolo indica ‘il problema delle pari opportunità nelle separazioni ‘violente”. Ah, ok, è già scritto tutto qui. Ma vado avanti, del resto è breve e arriva presto alla sua conclusione, l’unica di cui davvero gli importa. Infatti, se il titolo inneggia al calvario dei padri separati che nell’articolo ritroviamo come poveri, indifesi e non responsabili, mentre le madri vengono tacciate di ‘nazifemminismo’ (termine quest’ultimo inesistente e inventato ad hoc, anni fa, da stalkers e clonatori vari di siti femministi, che il signor Berra evidentemente conosce bene, probabilmente perché li frequenta), il sottotitolo vuole evidenziare il fatto che in queste separazioni non vi sia la pari opportunità (si parla di separazioni in famiglie dove c’è violenza domestica), ovvero che gli uomini non vengano trattati al pari delle donne nell’affidamento dei figli. I quali, questi ultimi, risentirebbero della mancanza del genitore vivo ma assente, per colpa di madri accanite che non glieli lasciano vedere con la complicità di avvocati e giudici. Lo stesso Berra, ha scritto poi una nota in risposta alle richieste di una femminista che qualche tempo prima aveva pubblicato nel giornale Genio Donna mettendo la propria faccia nello stesso che oggi pubblica articoli maschilisti. Nota, per altro, che nessuno gli aveva chiesto, dato che le richieste sono state fatte a Genio Donna che ha pubblicato l’articolo, non a lui che l’articolo l’ha scritto e che evidentemente crede in quello che scrive. Ebbene, in questa nota, il signor Berra peggiora le sue argomentazioni e cita la PAS, ovvero la ‘sindrome da alienazione parentale’ (dall’inglese ‘parental alienation syndrome’), una malattia inesistente e pertanto non riconosciuta dalla comunità scientifica, inventata dalle lobby maschiliste per poter essere utilizzata in tribunale in casi di mariti, padri violenti e anche pedofili che pretendono l’affidamento condiviso dei figli. La stessa di cui ho parlato senza menzione specifica nel mio post ‘Stop’ in cui un sito anti-femminista pubblicava l’articolo di un politico inglese che si esprimeva a favore della PAS e contro i centri antiviolenza. Da notare che i domini di questi siti, sono stati acquistati da maschilisti per screditare le femministe che portano avanti il loro lavoro quotidiano nei centri antiviolenza e non solo. Il sito (che è uno dei diversi siti) di cui ho parlato nel mio articolo è proprio ‘www.centriantiviolenza.com’ e se si va a guardare, ci si rende subito conto di quanto ‘fake’ (finto) sia il suo nome rispetto al contenuto che è manifestamente contrario a quello che viene enunciato dal nome del sito stesso (il cui dominio, ripeto, è stato acquistato per farne l’utilizzo subdolo di cui sopra).
Nell’era globale del femminismo, quella che sta iniziando a prendere una forma sempre più diffusa in questo momento della nostra esistenza nel mondo, e di cui coglieremo i frutti in un futuro, mi sembra doveroso separare ciò che è falso da ciò che è vero. Mi sembra doveroso dare il nome corretto alle cose. Mi sembra doveroso smentire chi si spaccia per qualcosa che non è, calunniando e ostacolando coloro che con la verità e la giustezza costruiscono le basi della propria esistenza odierna e futura, e se fosse possibile, anche di quella altrui.

Mi piace concludere citando un commento che sottolinea con le sue parole l’importanza dell’autenticità, della chiarezza e della responsabilità in ogni azione che si compie e che è tipica del femminismo e delle femministe:

«Pubblicare un articolo misogino è fare politica. CONTRO LE DONNE. Genio Donna voglio una risposta seria».

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